Effetto Bokeh
L’effetto Bokeh si utilizza quando si vuole dare risalto al soggetto fotografato rispetto allo sfondo. Quando ci troviamo di fronte a questo effetto vediamo uno sfocato, gradevole e ricercato, dietro il soggetto inquadrato.






La parola Bokeh deriva da un termine Giapponese “Boke” che significa letteralmente “confusione”, “nebbia” o “sfocatura”. Successivamente è stata aggiunta la lettera H finale per dare modo alle lingue (come quelle anglofone) di pronunciarlo meglio. Questa sfocatura, che ripeto è ricercata, dona una maggiore personalità allo scatto.
La profondità di campo, utilizzata con maestria, è strettamente collegata all’effetto bokeh. Non mi dilungo sulle caratteristiche e come gestire la profondità di campo perchè ne ho ampiamente parlato nel mio articolo a essa dedicato.
La qualità dell’ottica utilizzata, la forma e il numero delle lamelle del diaframma sono importantissimi per creare una sfocatura leggera e gradevole. Con lamelle del diaframma di forma circolare si ottengono forme più morbide e di solito questo avviene in obiettivi che hanno almeno 9 lamelle. Quando invece abbiamo un obiettivo più “economico” o comunque con meno lamelle del diaframma (ad es. 7) normalmente ci troviamo difronte ad una forma, del diaframma, esagonale e ciò comporta delle forme meno morbide sullo sfocato. Questo però porta ad avere obiettivi di qualità costruttiva superiore e con conseguente aumento di prezzo.
Anche il tempo di scatto influenza l’effetto bokeh infatti una velocità più lenta farà entrare più luce nell’obiettivo e così si avrà una maggiore sfocatura.
Questo effetto è molto apprezzato in fotografia di ritratto, macro e still Life, perchè aiuta ad isolare il soggetto e creare un’atmosfera più artistica.

















